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giovedì 24. agosto 2006

Pubblico impiego - stanziamenti del Governo

Categoria: Notizie

 

Quattro miliardi in 3 anni


Rimini  23 agosto 2006 - RAI News

Il Governo stanziera' 4 miliardi di euro in tre anni per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, uno dei quali con la Finanziaria 2007. L'annuncio al meeting di Comunione e liberazione del ministro delle Riforme e innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, ha gelato i sindacati, che non hanno risparmiato critiche all'esecutivo e chiesto l'immediato avvio del tavolo di concertazione per affrontare i nodi relativi a rinnovo del biennio economico 2006-2007, stabilizzzione dei precari e partenza della previdenza complementare nel settore pubblico. Confronto che Nicolais intende pero' convocare per la prima decade di settembre, a pochi giorni dalla presentazione della Finanziaria.
 Il giudizio negativo delle organizzazioni sindacali si fonda sulle cifre.
Sono infatti necessari piu' di 5 miliardi di euro per il solo rinnovo del biennio scaduto il 31 dicembre 2005. Nella manovra economica del 2006, varata dal precedente Governo, sono stati stanziati circa 505 milioni.
A conti fatti, a copertura degli aumenti salariali per i 3,3 milioni di dipendenti pubblici servirebbero risorse agiuntive per oltre 4,5 miliardi.
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, boccia la proposta del ministro: "Non ho avuto il tempo di fare conti precisi, ma quei 4 miliardi di euro distribuiti in tre anni durante i quali l'inflazione cumulata sara' almeno il 6% non basteranno a compensare in termini reali il carovita per 1,5 milioni di dipendenti pubblici. Percio' la cifra mi sembra assolutamente inadeguata".
  "I lavoratori hanno diritto al contratto", ha tuonato il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, che ha aggiunto: "Si apra subito la discussione e poi faremo le nostre valutazioni". La delusione e' anche nelle parole di Carlo Podda, segretario generale della Cgil funzione pubblica: "L'aumento mensile, per un impiegato che guadagna 1.200 euro al mese, sarebbe di 25 euro lorde. In pratica, il ministro ci sta dicendo che la moratoria contrattuale, da noi paventata e dal Governo sempre smentita, nei fatti c'e'. Oppure che i contratti da biennali sono diventati triennali, senza che nessuno nel Governo si sia presa la briga di avvertirci". Da Rimini, Nicolais ha fatto sapere che il rinnovo dei contratti rappresenta comunque "il punto di partenza per l'avvio della concertazione con il sindacato. Non si puo' pensare di concertare senza un nuovo contratto". Si e' poi detto ottimista perche' la diluizione della spesa in tre anni permettera' "di superare questo momento di criticita'" nei conti pubblici. Il disappunto dei sindacati preannuncia una strada tutta in salita per la concertazione.