“Dualismo e conciliazione tra innovazione tecnologica e aspetto umano. A Cuneo l’high tech è al servizio del cittadino” – dice Giorgio Gatti, direttore generale dell’Az. Ospedaliera S. Croce e Carle. “La Radiologia Cuneese – continua Gatti– è in continua evoluzione per rispondere alla domanda del cittadino con la tecnologia. Un sapere legato all’innovazione quale fonte di prestigio e di impegno verso il territorio, a beneficio del malato. Obiettivo, questo, da raggiungere anche grazie alla collaborazione tra diverse strutture ospedaliere così come previsto dal Piano Sanitario Regionale”
Queste le premesse che venerdì 15 maggio, a Cuneo, hanno dato il via al Corso di Aggiornamento su “Il Ruolo del Dipartimento di Radiologia in Sala Operatoria”, presso il Centro Incontri della Provincia, organizzato dal Collegio Professionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica/Cuneo e patrocinato dall’Azienda Ospedaliera “S. Croce e Carle”, il Comune e la Provincia di Cuneo.
“Condivido a pieno la scelta dell’argomento di questo corso” – afferma Maurizio Grosso, direttore del Dipartimento di Radiologia dell’ASO S. Croce e Carle di Cuneo – “troppo spesso, infatti, si confondono i ruoli delle diverse figure professionali presenti in Sala, ma il rischio maggiore è quello di pensare che il continuo miglioramento tecnologico possa sostituire il prezioso, se non fondamentale, supporto del personale qualificato, come il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica che, in Sala, è responsabile dell’attività radiologica complementare, a stretto contatto con gli specialisti che si affidano a lui sia per la qualità delle immagini che per la radioprotezione. High Tech si – continua Grosso – ma col supporto umano di chi ha anche la competenza per usarla al meglio. Il paziente cerca sempre una figura di riferimento a cui affidarsi durante l’intervento, soprattutto quando, grazie alla chirurgia mininvasiva, è sveglio e vigile”.
Tante le eccellenze sanitarie a Cuneo: l’acquisizione della prima PET con ciclotrone, ancora l’unica in Piemente e la TC multislides mostrano una direzione generale rivolta al futuro e all’innovazione. Il S. Croce è anche punto di riferimento per la Radiologia interventistica vascolare e per alcune malattie particolari tra cui la teleangectasia emorragica ereditaria.
Obiettivo principale di questo corso è quello di far percepire in modo concreto il ruolo delle discipline radiologiche nella stretta interazione con le specialità chirurgiche, “uno scenario in forte cambiamento” – conclude Alessandro Beux, vicepresidente della Federazione Nazionale TSRM, “in cui TSRM e radiologi dovrebbero concordare linee d’indirizzo ufficiali per superare le criticità dell’attività radiodiagnostica complementare puntando al miglioramento delle tecnologie esistenti, all’introduzione di nuove tecniche e all’implementazione della cultura della radioprotezione, verso un’alleanza radiologica che offra al paziente la garanzia delle migliori tecniche radiologiche; al medico specialista un valido supporto alle sue attività; al radiologo, attraverso il TSRM, garanzia di radioprotezione ed al TSRM la qualificazione professionale”.
























