Davanti ad una platea di oltre 150 TSRM, soprattutto giovani provenienti da tutta Italia, l’incontro su “Associazioni, Collegi, Ordini e Fondazione: uno sviluppo scientifico culturale per migliorare la qualità assistenziale della persona”, organizzato con la collaborazione del Collegio Professionale TSRM di Foggia, è stata un’occasione per presentare la neonata sezione foggiana dell’Associazione Volontari TSRM e i programmi della Fondazione per il 2009, tra cui quello di procedere alla costituzione del Fondo di Solidarietà per il sostegno economico e la tutela legale del TSRM
Leggi l’intervento del Presidente della Fondazione (Claudio Attinà)
Leggi l’intervento del Presidente della Federazione (Giuseppe Brancato)
Leggi l’intervento del Presidente Associazione Volontari TSRM (Giuseppe Morabito)
Leggi l’intervento del Vicepresidente della Federazione (Alessandro Beux)
Leggi l’intervento dell’Avvocato della Federazione (Carlo Piccioli)
“L’incontro – ha detto Carmelo Claudio Attinà, presidente della Fondazione – si inserisce tra gli scopi della Fondazione di promuovere la ricerca scientifica, culturale e professionale, la formazione, l’aggiornamento, l’Educazione Continua in Medicina, di organizzare iniziative di studio in campo didattico e scientifico, di sostenere e valorizzare le attività svolte dalle Associazioni dei TSRM operanti nel territorio nazionale ed internazionale e di realizzare iniziative d’interesse sociale in Italia e all’estero anche in situazioni di particolare disagio ed emergenza, avvalendosi della collaborazione di Enti e Associazioni di volontariato. Mi sembra – ha proseguito Attinà – che l’incontro sia stata la testimonianza della vivacità e della propositività, oltre che dell’impegno professionale e sociale, dei TSRM. Inoltre, come Fondazione abbiamo deciso di istituire un Fondo di solidarietà per tutelare con un servizio legale e medico-legale il riconoscimento del danno alla salute derivante da agenti patogeni per i colleghi TSRM. Sono, infatti, numerosi i tecnici sanitari radiolesi che necessitano di tale assistenza - ha chiarito Attinà - visto che per alcune delle patologie è già stato riconosciuto il nesso causale con l’attività esposta a radiazioni”.
Antonio Patrizio, presidente del Collegio TSRM di Foggia e responsabile organizzativo dell’incontro ha insistito sulla professionalità TSRM che “inizia con la revisione dei Corsi di Laurea TRMIR e con la riduzione del credito formativo e la valorizzazione curricolare della partecipazione ai corsi ECM, come questo tenuto a San Giovanni Rotondo”.
Riconoscimento professionale del TSRM da leggere all’interno più ampio contesto di trasformazione del mondo sanitario entro cui opera il TSRM è la chiave di lettura data da Alessandro Beux, vicepresidente Federazione TSRM.
“Bisogna insistere – ha chiarito Beux – sull’appropriatezza, sull’ottimizzazione e sulla giustificazione dell’esame radiologico. In questo scenario muta anche la figura professionale del TSRM, che partecipa ai processi radiologici con specifiche autonomie e relative responsabilità professionali, deontologiche, amministrative, civili e penali. Gli aspetti tecnici della procedura radiologica – ha affermato Beux - competono al TSRM, che li svolge secondo regole di buona tecnica e nel rispetto di protocolli definiti in base a linee guida locali, nazionali o internazionali, espresse dalle associazioni scientifiche di riferimento e concordati con il medico specialista dell’Area Radiologica, nonché secondo le disposizioni di legge vigenti ed i principi del miglioramento continuo della qualità.”
Una sezione del Convegno è stata indirizzata alla presentazione di progetti di cooperazione realizzati dalle sezioni dell’Associazione Volontari TSRM: il progetto di formazione per tecnici di radiologia in Etiopia e il programma di assistenza domiciliare in collaborazione con AIL (Associazione Italiana Leucemie) nella Provincia di Foggia.
“In Etiopia – ha raccontato Giuseppe Morabito, presidente dell’Associazione Volontari TSRM – più della metà dei casi di mortalità riguarda bambini di età inferiore ai cinque anni. La prevalenza, poi, di HIV/AIDS nella popolazione adulta pari al 4,7% su circa 1,6 milioni di individui chiarisce il quadro di una situazione sanitaria drammatica. Il progetto di cooperazione sanitaria, che stiamo realizzando nella Regione Oromia, prevede l’allestimento di una sala radiografica completa, di un mammografo, di un ortopantomografo, di una sviluppatrice automatica e di accessori necessari, in particolare, alla radioprotezione, come le paratie protettive.
Portare, tuttavia, – ha proseguito Morabito - le apparecchiature non rappresenta l’unico scopo del progetto perché a questo si aggiunge quello di formare i Tecnici di Radiologia etiopi ad utilizzare le apparecchiature, rendendoli consapevoli delle norme per la radioprotezione e autonomi di operare”.
Il secondo progetto coinvolge l’Associazione Volontari TSRM di Foggia, che, forte di un gruppo di 35 volontari, ha stilato un accordo di collaborazione con la locale sezione AIL, che si è resa disponibile a fornire le macchine e gli apparati tecnici radiologici necessari per eseguire i controlli di routine direttamente al domicilio dei malati leucemici.
L’equipe, che si recherà al domicilio del paziente è composta da un medico, un tecnico di radiologia e un infermiere, secondo il modello sanitario dell’Assistenza Domiciliare Integrata. Gli interventi, condotti nel rispetto di precisi protocolli sanitari, saranno localizzati, per lo più, durante i picchi stagionali, cioè quelle fasi in cui i pazienti leucemici, per il cambiamento delle condizioni climatiche, soffrono di malattie da raffreddamento e polmonari. In accordo con l’AIL di Foggia e su indicazione del medico di riferimento l’equipe tecnico-sanitaria si recherà al domicilio del paziente, eseguirà gli esami di controllo radiologico richiesti e riporterà le immagini in Ospedale, perché vengano sviluppate, interpretate e refertate dai medici radiologi. Si stimano tra i 50 e i 70 interventi annuali”.
“La trasformazione del Sistema Sanitario, insieme alla maggiore consapevolezza della qualità della domanda di salute ha aperto una nuova visione del ruolo e a cui, come professionisti TSRM siamo chiamati – ha concluso Giuseppe Brancato, presidente Federazione TSRM. La nostra professione ha maturato la responsabilità del ruolo e sente, oggi, il dovere di partecipare ai nuovi scenari del sistema sanitario con l’autorevolezza di chi, in un sistema di governance, si mette al servizio dell’attore primario: la Persona e i suoi bisogni”.
























