Su mandato del Consiglio Nazionale, il Comitato di Crisi della Federazione svolgerà compiti di difesa attiva, presso le istituzioni, il mondo sanitario e i cittadini, degli interessi della nostra professione
Gli ultimi dieci anni sono stati densi di innovazione per la nostra professione. Innovazione giuridica, formativa, normativa, attraverso un lento, ma progressivo riconoscimento del nostro ruolo sociale.
È indubbio che le nuove generazioni di Tecnici Sanitari di Radiologia Medica hanno beneficiato della fatica e dell’impegno delle generazioni precedenti, che si sono prodigate perché la nostra categoria legittimasse se stessa nel sistema salute, senza derogare alla ricerca di un dialogo continuo con il cittadino. Non si vuole con questo assumere un tono trionfalistico, ma affermare con forza che la nostra tenacia ha creato le condizioni per lo sviluppo della carriera sia professionale che didattica dei TSRM.
E deve essere chiaro che l’importante sforzo compiuto non deve assolutamente essere sottovalutato.
Gli attori in gioco, in questo percorso (Governo, Regioni, Università, classe medica, professioni sanitarie, radiologi) hanno prima osservato con pregiudizio e poi, nei momenti decisivi, hanno formulato il loro giudizio, talvolta positivo e talvolta negativo. Ognuno ha avuto con noi un rapporto formale, informale, costruito su contenuti, su evidenze scientifico-culturali, su attività misurabili e verificabili.
Essi hanno agito, però, come sempre, per interessi propri e finalizzati alla difesa delle proprie strategie e dei propri privilegi. Mai, comunque, per l’interesse collettivo. Mai per un disegno organico. Mai per l’interesse superiore del cittadino o del merito. Mostrandoci spesso lo scenario della ben nota “italietta”.
Voi ci direte, cosa c’è di nuovo in quello che affermiamo? Innanzitutto, il fatto che la nostra professione si è dimostrata sempre coerente, attenta ai bisogni degli altri e costantemente rivolta al dialogo. E’ certo che la nostra dignità professionale non si tocca e che gli atteggiamenti di alcune Società scientifiche e/o Ordini e Collegi professionali non possono continuare a dimostrare tutta la loro arroganza, unita ad un atteggiamento tutoriale e paternalistico tipico delle classi dominanti clientelari e feudali.
E’ altresì indubbio che gli ultimi avvenimenti, purtroppo negativi (la trasformazione in Ordine del nostro Collegio), ci hanno confermato come nessuno, o quasi nessuno, abbia interesse alla nostra crescita, perché questo lede i poteri consolidati e garantiti degli attori del sistema.
Tutto ciò per evidenziare che lavoriamo in un contesto preordinato, cristallizzato e “al servizio delle caste”. Un contesto che non è né giusto né orientato a riconoscere il merito. E’, quindi, giocoforza agire, per dire a gran voce che la radiologia e la sua tecnologia non è esclusiva di nessuno, ma appartiene a tutti ed è al servizio dei cittadini. La “governance” della salute necessita di multiprofessionalità e multidisciplinarietà. Ne abbiamo parlato con tutti e tutti sono d’accordo.
Tuttavia, i fatti ci dicono che nessuno vuole questa “governance”, perché tutto possa restare immobile. Il Consiglio Nazionale ha deciso, per questo, di costituire un Comitato di Crisi permanente, composto dai colleghi di varie Regioni, che si adopereranno per attivare una rete, la più capillare possibile, che sviluppi una serie di azioni di sensibilizzazione, di informazione nei luoghi di lavoro e di eventuale mobilitazione della categoria.
Dobbiamo essere consapevoli che questa volta la battaglia è decisiva per ottenere un compenso adeguato, per colmare le carenze di organico, per individuare le responsabilità, che oggi ci assumiamo, per delineare finalmente una vera attività per processi con i medici specialisti della diagnostica per immagini e radioterapia, ma anche con le altre specialità mediche, con le quali quotidianamente ci troviamo a dialogare. Inoltre, non può più essere procrastinata la legittimazione dei nostri Dirigenti laureati, di quelli con titolo di Master e di coloro che hanno il diritto, sacrosanto, di avere un’opportunità per poter contribuire ad ottimizzare e migliorare la diagnostica per immagini e la costruzione dei saperi nelle scuole universitarie.
Tutto ciò insieme con il clinico e le altre professioni sanitarie in un rapporto maturo, organico, e in un confronto tra pari all’interno del sistema dell’azienda sanitaria. Questo il nostro paradigma: “I bisogni della Persona”. Lo vogliamo fortemente, ce lo chiedono i cittadini, le istituzioni, che, talvolta, non hanno il coraggio di sperimentare.
Ci riferiamo anche all’Università, in particolare le Facoltà di Medicina, che nel loro inetto silenzio, chiuse in se stesse, dominate dalla propria autoreferenzialità, continuano ad escluderci dai luoghi decisionali e a perpetuare un rapporto di delega.
Cari colleghi, ci appelliamo a voi per dirvi chiaramente che, anche con la nuova compagine governativa e con un Sottosegretario con delega alla Salute che ha fatto dell’innovazione e della ricerca la sua missione professionale, noi abbiamo necessità di ritrovare quello spirito di aggregazione, di voglia di far valere i nostri diritti, perché i prossimi mesi siano densi di iniziative e di partecipazione. Azioni di sensibilizzazione che culmineranno in una manifestazione pubblica, che organizzeremo a Roma, a fine settembre, e negli incontri scientifico-culturali del prossimo Congresso Nazionale di ottobre a Riccione.
Un Congresso nel quale, finalmente, si sancirà la crescita, ormai matura, della nostra professione, che ha scelto la cultura come strumento per il cambiamento sanitario. A noi, dunque, il piano strategico. A voi colleghi la scelta del ruolo professionale ed organizzativo del TSRM. Dalla vostra scelta dipenderà il nostro futuro.
Il Comitato di Crisi è composto da: Giuseppe Ax, presidente Collegio Bari/Taranto – Fausto Facchini, componente del Comitato Centrale – Pierluigi Ferrari, presidente Collegio Cremona – Andrea Fogliato, componente Collegio di Verona – Bruno Lambruschini – Cesare Proietti, presidente Collegio Viterbo – Giulio Sapienza, presidente Collegio Palermo – Ciro Signoriello, componente Collegio Napoli
























