Il 40% dei Collegi Professionali TSRM è guidato da donne. Ricoprono ruoli di collaboratore e di coordinatore delle unità operative del Sistema Sanitario Nazionale. Abbiamo chiesto ad Emilia De Francesca, Presidente del Collegio Professionale TSRM di Cosenza e rappresentante Nazionale per le Pari Opportunità della Federazione Nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica di raccontarci la sua esperienza professionale“La mia nomina a Referente nel Comitato Pari Opportunità – dice Emilia – risale allo scorso anno. Mi sono subito posta due obiettivi principali: l’apertura di asili nido e l’applicazione della legge 251/2000 nelle strutture sanitarie della nostra regione.
Una nursery nel proprio posto di lavoro offrirebbe di certo un valido supporto alla maternità ed enormi vantaggi per la struttura sanitaria, in termini di riduzione dei permessi per allattamento e di assenze delle mamme dal lavoro. Nulla di nuovo per le nostre colleghe del nord Europa, traguardo lontano per le donne TSRM che, in Italia, vorrebbero seguire da vicino i propri figli pur continuando a lavorare. Il mio impegno si rivolge ad obiettivi di interesse comune a tutta la nostra categoria, come l’effettiva applicazione della legge 251/2000, secondo la quale gli operatori delle professioni sanitarie dell’area tecnico-diagnostica e tecnico-assistenziale devono svolgere le loro attività con autonomia professionale.
Nel suo ambiente di lavoro opportunità identiche o l’essere donna rappresenta ancora oggi un aspetto penalizzante nella professione?
“La donna vive ancora oggi una condizione di penalizzazione, a volte dettata da motivazioni concrete, quali il rischio professionale legato all’esposizione continua a radiazioni ionizzanti, con conseguenze importanti, in particolare per le donne, sulla fertilità, l’allattamento e l’incidenza di tumori.
Negli ultimi vent’anni le quote rosa tra i TSRM sono comunque cresciute in maniera sostanziale. Nel nostro Collegio la presenza femminile ha raggiunto quella tradizionalmente maschile, vantiamo infatti una rappresentanza dei due sessi al 50%. Nonostante queste micro realtà, ritengo innegabile, ancora oggi, la disparità tra incarichi maschili e femminili. Su tutto il territorio nazionale troviamo donne TSRM che ricoprono il ruolo di collaboratore o, al massimo, di coordinatore dell’unità operativa. Al di sopra di queste cariche, in ambito sia sanitario che universitario, i ruoli funzionali di prestigio, continuano ad essere ricoperti dai colleghi uomini.
Anche in ragione di tali considerazioni, come referente nel comitato Pari Opportunità ho chiesto, immediatamente dopo la mia nomina, un incontro con il Ministro M.R. Carfagna. Dopo lunga attesa sono stata contattata dalla Dirigente del Dipartimento per un prossimo incontro che, però, non è ancora avvenuto”.
Come Presidente del Collegio di Cosenza, quali i programmi di sviluppo?
“Ci stiamo impegnando nella realizzazione della Carta Dei Servizi del TSRM, progetto che nasce dall’esigenza di una comunicazione trasparente e diretta. Ricopro la carica di presidente da più di dieci anni, con l’impegno costante di promuovere la figura professionale del TSRM verso le istituzioni sociali locali e nazionali. Il Tecnico di Radiologia svolge un compito fondamentale nel percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale del paziente, purtroppo ancora poco chiaro al mondo politico e soprattutto al cittadino.
L’idea è quella di distribuire al paziente opuscoli informativi sul nostro ruolo, presso le strutture sanitarie in cui operiamo. Sarà un TSRM tutor a dedicarsi all’accoglienza ed alla guida verso i nostri servizi.
L’opuscolo prevede una guida alle prestazioni radiologiche erogate dalla struttura, una lista dei Tecnici con le rispettive mansioni, una parte riservata al grado di soddisfazione del paziente, osservazioni, suggerimenti ed eventuali reclami. La Carta dei Servizi apre dunque un dialogo tra TSRM e paziente.
Da circa due anni proponiamo, inoltre, il programma di Radiologia Domiciliare, come completamento dell’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), attualmente realizzata solo in sei provincie italiane.
Altra iniziativa avviata con successo è lo sportello donna TSRM, un luogo di incontro e condivisione accessibile a tutti, dove trovare risposte concrete sulle normative vigenti riguardo al lavoro femminile e alla loro corretta interpretazione e fare chiarezza sui propri diritti e sulle reali opportunità.
Non manca l’impegno sul fronte Universitario, dove contribuiamo attivamente alla qualità dei Corsi di laurea per TSRM. Promuoviamo la formazione continua, per i nostri iscritti, attraverso corsi di formazione di qualità in merito a Radiodiagnostica, Radioprotezione, Legislazione e Psicologia del lavoro”.
Quali obiettivi ritiene debba porsi il nuovo Comitato Centrale eletto?
“E’ facile intuire, dall’elezione all’unanimità, del nostro Presidente, Giuseppe Brancato che la Federazione Nazionale si senta guidata al meglio. Unico neo, la mancanza della rappresentanza femminile all’interno del Comitato Centrale che offrirebbe maggiore equilibrio facendoci sentire pienamente rappresentate. Rispetto al programma del C.C. neoeletto, vorrei consigliare di implementare, l’editoria, l’informazione, la comunicazione e l’interazione con i Collegi periferici e il mondo esterno; rafforzare i rapporti con le istituzioni; promuovere la consapevolezza del ruolo, la responsabilità professionale attraverso la ricerca e la diffusione di linee guida. Sul passaggio a Ordine, a mio parere, il C.C. deve puntare con tutte le sue forze. E’ una trasformazione fisiologica ormai, che vedrebbe riconosciute le nostre competenze sanitarie e il diritto ad essere rappresentati all’interno del SSN”.

























