Se gli apparecchi in grado di passare ai raggi X il corpo e rilevare l’eventuale presenza di esplosivi o altre sostanze pericolose addosso ai passeggeri si presentano come una necessaria misura di sicurezza antiterrorismo, tuttavia allarmano per i possibili effetti sulla nostra salute. Ne abbiamo parlato con Gianfranco Brusadin, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano
“Non bisogna nutrire – dice Brusadin - timori a priori e scatenare allarmismi, potenziati dalla paura atavica che nutriamo nei confronti delle radiazioni ionizzanti. Tutti noi, quotidianamente, per chi non lo sapesse, siamo sottoposti a flussi radioattivi naturali, valutabili in circa 2,4 milliSv all’anno. Valore che durante un viaggio in aereo giunge a 8 microSv/ora (valore che varia a seconda della latitudine – ndr), mentre i passaggi nel “body scanner” producono valori di esposizione, a seconda dei dati reperibili, da a 0,5 a 10 microSv a passaggio.
Tuttavia, questo non significa sottintendere il problema o risolverlo sbrigativamente. E’ infatti necessario che l’utilizzo del “body scanner”, proprio perché le radiazioni ionizzanti sono una problematica complessa e possono essere fattori scatenanti di patologie latenti, sia assolutamente appropriato. E per questo c’è bisogno sicuramente di maggiori informazioni. E’ necessario cioè – prosegue Brusadin – conoscere approfonditamente la qualità delle radiazioni emesse dal “body scanner”, come è importante che gli operatori ricevano un’adeguata formazione al loro uso e che siano, informati/formati e seguiti, almeno nelle fase iniziali, da esperti che impiegano le radiazioni ionizzanti quotidianamente come, ad esempio i Tsrm. Inoltre, le apparecchiature utilizzate devono essere sottoposte a rigorosi programmi di controllo di qualità e di monitoraggio ambientale e sarebbe necessario – aggiunge Brusadin – giungere alla stesura di un protocollo di utilizzo dei “body scanner”, che stabilisca l’ottimizzazione della dose irradiata.
Mi trovo d’accordo – conclude Brusadin - con la decisione del Ministero della Sanità di costituire una commissione apposita, in cui però è auspicabile vi sia la presenza di un Tsrm, e di rendere operativi solo quei “body scanner” autorizzati dal Ministero”.
Intanto, in questi giorni sarà deciso il modello di “full body scanner”, che l’Italia acquisterà per installarli negli aeroporti di Malpensa, Fiumicino e Venezia. Non è escluso, comunque, che per equipaggi e persone che viaggiano frequentemente, possa essere valutata la possibilità di essere esonerati da controlli ad ogni volo.
























