Basta digitare su PubMed il nome “Martini C” per rendersi conto come, a dispetto della giovane età – 24 anni – Chiara Martini sia una TSRM con alle spalle un’attività scientifica di tutto rispetto. Non ultimo il lavoro in fase di pubblicazione per su Radiologia Medica, finalizzato alla ricerca degli algoritmi più efficaci per ridurre il dosaggio di radiazioni ionizzanti in seguito all’esecuzione di TC spirale nell’angiografia coronarica
Chiara Martini intraprende il suo cammino scientifico nel 2007 quando, conclusi i 3 anni di corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia, presso L’Università di Parma, si trova a dover svolgere il tirocinio pratico.
“Il mio percorso formativo – dice Chiara – mi ha condotta fino all’Erasmus Medical Center di Rotterdam, dove ho avuto la fortuna di svolgere il tirocinio occupandomi, per 4 mesi, di Imaging Cardiaco. Un periodo di grande valenza formativa in cui ho potuto coniugare le nozioni apprese nei 3 anni precedenti con la ricerca scientifica.
E’ da questa esperienza che prende vita l’idea della mia tesi di laurea – continua Chiara – scelta in completa autonomia. Lo studio nasce dalle evidenze che l’esposizione a radiazioni ionizzanti rappresenta uno dei limiti alle apparecchiature TC multistrato nell’imaging cardiaco non invasivo. Di conseguenza, così come esposto nella mia tesi, è indispensabile l’ottimizzazione dei protocolli utilizzati, per ridurre l’esposizione continua a radiazioni al più basso valore utile,. La tomografia computerizzata multistrato (TCMS) rappresenta uno strumento diagnostico, non invasivo, di grande rilevanza per la patologia coronarica e cardiaca; gli strumenti utilizzati ,in continua evoluzione, garantiscono una precisione sempre maggiore accompagnata però a un incremento significativo della dose di esposizione. Da qui il limite potenziale all’impiego clinico di queste apparecchiature. Tra l’altro, le pubblicazioni esistenti sull’argomento, sviluppano soltanto una fase iniziale presente nel mio lavoro. lo studio si sviluppa in 2 parti, entrambe indicizzate su PubMed e di prossima pubblicazione per estenso su Radiologia Medica.
E’ indubbio – afferma Martini – che il tirocinio all’Erasmus Center sia stato uno stimolo fortissimo alla ricerca: non capita tutti i giorni a una giovane studentessa come me, di lavorare gomito a gomito con un gruppo di ricercatori di tale prestigio. A parte la passione per la ricerca, questa esperienza ha segnato l’evoluzione della mia carriera. Mi è stato, infatti, offerto un contratto a termine, presso l’Ospedale Maggiore di Parma, per lavorare a un progetto di ricerca sul “tronco comune”; contratto cui ho rinunciato, perché contestualmente vincitrice di concorso a tempo indeterminato, presso la stessa struttura, dove oggi lavoro seppure in Radiologia Tradizionale. E’ un lavoro diverso, molto pratico, in cui vivo il rapporto diretto col paziente, ogni giorno, ed è un aspetto che amo tantissimo. Nonostante venga assorbita completamente dall’attività clinico assistenziale non ho rinunciato alla ricerca, che continuo a curare dopo il mio orario di lavoro.
Leggendo le poche righe con cui ho voluto sintetizzare la mia storia si rischia forse di pensare che sia facile raggiungere i propri obiettivi professionali, in realtà le difficoltà sono molteplici per un giovane che vuole farsi avanti. Lo studio e la costanza sono di certo fondamentali, così come lo scambio e l’integrazione tra l’esperienza del TSRM “anziano” ed il “nuovo sapere” del giovane professionista. Ciò nonostante è davvero difficile ritagliarsi il proprio spazio nella Sanità pubblica, e sono certa che se non fosse stato per la grande fiducia che il Professore Filippo Cademartiri ha riposto in me, nessuno mi avrebbe notata.”
























