(L’espresso – 16 novembre 2009)
Due operazioni alla testa, per errore
La paziente ottiene 40 mila euro di risarcimento. Prosciolti tutti i medici. L’ematoma nel cervello venne segnalato dalla parte opposta.
BOLZANO. Un banale errore tecnico nel reparto di radiologia ha rischiato di trascinare nel dramma alcuni medici del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Bolzano. La vicenda, che si è conclusa per fortuna senza conseguenze gravi, è finita davanti al giudice penale in un procedimento che ha visto nella scomoda posizione di indagati ben sei medici dell’ospedale di San Maurizio.
L’altro giorno il contenzioso è giunto ad una composizione bonaria davanti al giudice delle indagini preliminari Silvia Monaco che aveva disposto un incidente probatorio con ricorso ad alcune consulenze di carattere peritale. Ora l’inchiesta è destinata ad una rapida archiviazione nei confronti di tutti i medici coinvolti in quanto la parte lesa ha provveduto a ritirare la querela per lesioni colpose gravi a suo tempo presentata. Ad intervenire è stata l’assicurazione dell’Azienda sanitaria che ha liquidato alla paziente un risarcimento di 40 mila euro. Cosa è accaduto in sala operatoria? Che l’anziana paziente sottoposta in tempi piuttosto rapidi ad un intervento di neurochirurgia per la rimozione di un ematoma in sede cerebrale sia stata operata (con apertura della scatola cranica) dalla parte sbagliata. In sostanza l’ematoma era stato indicato, nel referto di accompagnamento, a destra quando in realtà si trovava a sinistra. Con la conseguenza che la paziente si è trovata con il cranio trapanato in due punti.
Era stata la famiglia della paziente (una donna anziana) a segnalare il caso alla magistratura e a chiedere l’avvio di un procedimento per lesioni personali gravi di carattere colposo nei confronti dei presunti responsabili. Come già accennato, finirono sul registro degli indagati sei medici, tra cui due neurochirurghi, dell’ospedale di San Maurizio. Il procedimento, affidato al sostituto procuratore Donatella Marchesini, è stato caratterizzato anche da una serie di consulenze peritali che si sono dimostrate decisive. In particolare il professor Benciolini, consulente tecnico del Pm, ha escluso qualsiasi ipotesi di responsabilità colposa da parte dei medici coinvolti nel caso. Leggermente meno positivo, per un paio degli indagati, l’esito della perizia d’ufficio disposta dal giudice Silvia Monaco. Almeno un paio di medici avrebbero forse rischiato di finire sotto processo ma la situazione ora è stata definitivamente risolta dalla decisione della parte lesa di ritirare la querela dichiarandosi soddisfatta del risarcimento economico ottenuto a livello assicurativo. Il caso, dunque, finirà quanto prima in archivio. L’inchiesta, comunque, aveva evidenziato ipotesi di responsabilità colpose nei confronti di un tecnico radiologo (non si tratta di un medico) che, del tutto involontariamente, aveva invertito una lastra inducendo in errore i chirurghi a cui era stata evidenziata una situazione clinica sbagliata. Alcuni medici coinvolti saranno dunque prosciolti per non aver commesso il fatto. Altri per remissione di querela. Ultimo particolare: il tecnico radiologo, accusato dell’errore, non era neppure indagato.
























