Sicurezza nell’ambiente di lavoro: cresce l’attenzione

domenica 30 agosto 2009

Di fronte all’ennesimo caso di danno professionale, il tema della salute e sicurezza sul lavoro diventa argomento di cronaca quotidiana. Per quanto si tenti di creare ambienti “sicuri”, attraverso le procedure di controllo del rischio, sempre più spesso, pazienti e operatori sanitari si trovano coinvolti in “incidenti”legali”

“La nostra categoria professionale è largamente esposta al rischio clinico – afferma Silvana Mondino, TSRM presidente del Collegio Professionale di Cuneo . Sono sempre più numerosi i procedimenti medico–legali nei confronti di Radiologi e Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.
In caso di mancata diagnosi di tumore, ad esempio, è facile interpretare le immagini “col senno del poi” e puntare il dito sull’errata esecuzione o refertazione, a caldo, di un esame di radiodiagnostica.

Per quanto riguarda gli infortuni, tante possono essere le cause di un evento negativo, quale la caduta del paziente dal tavolo radiologico, incidente ricorrente nonostante le innumerevoli precauzioni. Le aziende sanitarie – continua Silvana – cominciano finalmente a prendere coscienza dei rischi cui siamo esposti e a promuovere comportamenti responsabili per la tutela propria e del cittadino. In passato, spesso, si andava in reparto a eseguire gli esami radiodiagnostici ai pazienti costretti a letto, senza camice di protezione.

Non si pensava due volte ad esporsi insieme al paziente, ad esempio con i bambini, per aiutarlo a mantenere la posizione richiesta. Continuano a sorgere associazioni contro gli errori medici, ma chi pensa, di fatto, a tutelare il personale sanitario? – si chiede Mondino. Dinanzi a un danno professionale serio o a colpa grave, non viene riconosciuto al TSRM alcun risarcimento, in altre parole: siamo soli.

Il nodo di svolta potrebbe essere stipulare un contratto nazionale, prendendo in esame le esigenze reali della nostra categoria professionale. Gli iscritti al nostro Collegio accoglierebbero di buon grado un’iniziativa della Federazione Nazionale TSRM in tale direzione, in quanto meglio di chiunque altro potrebbe guidare l’istituto assicurativo nel trovare la soluzione più adatta al nostro ruolo sanitario”.