Aspetti giuridici e medico-legali – FAQ

Per rivolgere i quesiti alla sezione Aspetti giuridici medico-legali invia una email all’indirizzo: giuridico-medicolegale@tsrm.org

Quesiti generali

Tecnico sanitario di radiologia medica

Tac con mdc in regime di reperibilità, presenti solo TSRM e medico radiologo

Quesito: Nel consenso firmato dal paziente (cosciente, lucido), al momento in cui lo vedo io, prima di eseguire l’esame, le caselline relative alle allergie non sono barrate. Chiedo al medico se il paziente non ha problemi di allergie (per il mdc), mentre preparo l’esame dal punto di vista tecnico. Il medico mi risponde che non sono cose di cui devo occuparmi, in quanto tecnico (a scanso di equivoci, successivamente il medico mi conferma che non ci sono allergie o altri problemi). Il medico mi invita anche a informarmi meglio, perché il TSRM non ha, a suo avviso, alcun tipo di responsabilità relativamente alla somministrazione del mdc, essendo questione di competenza del medico e, se presente, dell’infermiere. Io ho le mie perplessità su questa cosa, anche perché alla fin fine sono io che fisicamente schiaccio il pulsante che attiva la pompa, e sono io che eseguo materialmente l’esame con tutte le sue fasi. Dunque credo di dover essere almeno a conoscenza delle condizioni del paziente (per quanto attiene alle controindicazioni più importanti relative al mdc).

Risposa sintetica: è compito del TSRM l’adeguata conduzione dell’esame attraverso il corretto utilizzo delle tecnologie diagnostiche a disposizione e l’impiego di tutti i dispositivi e pratiche idonee alla radioprotezione del paziente e dell’operatore. Per tale motivo effettua l’anamnesi tecnica finalizzata alla conduzione della procedura diagnostica o terapeutica, informando il paziente sulle modalità di esecuzione della stessa e dei rischi connessi con l’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Nel caso raccontato, prevedendo l’esame la somministrazione del mdc, l’anamnesi tecnica può essere rivolta anche ad individuare stati allergici o altre manifestazioni registratesi in precedenza ed in occasione di somministrazione di mdc iodato, in quanto, la somministrazione del mdc è comunque parte della pratica radiologia di cui il tsrm è pienamente titolare e competente, rappresentando, inoltre, in occasione delle procedure di radiologia complementare, l’interlocutore qualificato nei confronti degli altri medici specialisti che utilizzano in modo complementare la Diagnostica per immagini.

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Proposta aziendale esami RX ambulatoriali provenienti da CUP in assenza del medico radiologo

Quesito: si chiede un parere riguardo la proposta aziendale di effettuare esami di rx tradizionale ambulatoriali per pazienti provenienti dal CUP, in assenza del medico radiologo (non in teleradiologia), senza quindi l’acquisizione di un consenso informato e con le immagini diagnostiche che verranno visionate e refertate da un radiologo solo a partire dal giorno successivo.

Il mio unico riferimento in materia sono le linee guida per le procedure inerenti prati che radiologiche clinicamente sperimentate riportate nella Gazzetta Ufficiale del 09/11/2015, che prevedono esecuzione di esami in teleradiologia esclusivamente per pazienti ricoverati o in regime di emergenza urgenza (ottemperando quindi al consenso informato a carico del medico di reparto richiedente), per esami ambulatoriali richiedono invece la presenza di un medico radiologo.

Chiedo pertanto un Vostro parere a riguardo ed anche se nell’esercizio nelle suddette condizioni vi sia copertura da parte dell’assicurazione

Risposta:

Qualunque sia la procedura che verrà adottata dalla sua azienda, a parere della scrivente, questa dovrà garantire:

      • l’applicazione del principio di giustificazione: infatti ogni esposizione medica di persone in ambito sanitario e di screening, non giustificata, è vietata, in quanto deve mostrare di essere sufficientemente efficace mediante la valutazione dei potenziali vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi da esse prodotti e dei benefici diretti per la salute della persona e della collettività, rispetto al danno alla persona che l’esposizione potrebbe causare [1];
      • l’ottenuto consenso che deve essere prestato dal paziente solo dopo una scelta consapevole conseguente ad un’adeguata informazione da parte degli esercenti la professione sanitaria che compongono l’equipe sanitaria.

Su questi presupposti, il processo giustificativo della prestazione radiologica può avvenire[1]:

      1.  in maniera diretta, da parte del medico specialista;
      2. attraverso protocollo (o algoritmo).

Questa Federazione, all’indomani della pubblicazione della nuova normativa di radioprotezione (Dlgs. 101/2020), ha provveduto ad aggiornare il documento Procedura per la giustificazione preliminare delle indagini radiologiche che rappresenta per questo un sicuro riferimento, utile per la definizione di procedure per la giustificazione preliminare, a cui si rinvia per ogni opportuno approfondimento.

La puntuale presenza di questi elementi nella procedura aziendale le garantiscono il corretto esercizio professionale.

Riguardo la copertura assicurativa è indispensabile verificare in concreto la polizza da lei sottoscritta, con particolare riguardo all’attività assicurata e ad eventuali esclusioni. A tale scopo potrà contattare il Sistema di protezione e polizza assicurativa.

Con riferimento alla convenzione assicurativa che questa Federazione mette a disposizione dei propri iscritti l’attività assicurata corrisponde con “quella prevista e disciplinata dalla normativa di riferimento”, compresi i riferimenti di legge precedentemente citati.

Le segnaliamo che ulteriori informazioni a riguardo sono contenute nel recente documento redatto da questa Federazione “Organizzazione della telegestione nelle sezioni di radiologia: stato dell’arte”, a cui la rinviamo.

[1] DLgs 101/2020 art. 157 co. 1

[2] L. 219/2017 art. 1 co. 2

[3] Documento FNO TSRM e PSTRP Presentazione, analisi e commento per il TSRM DLgs 31 luglio 2020, n. 101 – agosto 2020, p. 8

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Assistente sanitario

Nomina Assistenti sanitari quali UPG

Quesito: con la presente per segnalare una criticità relativa alla nomina da parte dell’Autorità sanitaria locale (omissis) la nomina di UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA – UPG verso alcune ASSISTENTI SANITAIRIE. Su tema non appare ci sia una posizione normativa chiara con elevato rischio di conflittualità anche per l’Ordine che rappresento.

Risposta: Sono diverse le Aziende sanitarie che, con delibera del Direttore generale [1], al fine di potenziare ed ottimizzare l’attività di vigilanza e controllo nel settore della sicurezza del lavoro, soprattutto per gli aspetti legati all’igiene e sanità pubblica, chiedono al Prefetto territorialmente competente l’attribuzione della qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria (UPG), per professionisti Assistenti sanitari.

Ciò perché in assenza della qualifica di UPG l’operatore sanitario non ha la facoltà di accesso nei luoghi di lavoro non aperti al pubblico per poter svolgere, secondo le specifiche attribuzioni del proprio profilo professionale, attività ispettiva.

Pertanto, in linea generale, e fatte le dovute verifiche per ogni singolo caso, si devono ritenere valide quelle nomine che, operate dalle Aziende in favore di Assistenti sanitari, riguardino attività ispettiva in materia di igiene e sanità pubblica, condotte in affiancamento al Tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro o in completa autonomia, nel rispetto delle attribuzioni operate con Decreto ministeriale per l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale [2].

[1] Alcuni esempi:

1) Regolamento  per  l’attribuzione  della  qualifica  di  “Ufficiale  di  Polizia Giudiziaria” (UPG)  e per il  rilascio della  tessera di  riconoscimento. Aggiornamento nuovo Regolamento in  sostituzione  del  Decreto D.G. n. 11/2020

2) Conferimento  della  qualifica  di  Ufficiale  di  Polizia  Giudiziaria  al  Tecnico  della  Prevenzione OMISSIS  e  all’Assistente  Sanitaria  OMISSIS,  entrambi  operanti  presso il  Servizio Prevenzione  Igiene  e  Sicurezza  Ambienti  di  Lavoro  del  Dipartimento  di  Prevenzione

[2] Regolamento concernente l’individuazione della figura e relativo profilo professionale dell’assistente sanitario – DM 17 gennaio 1997 n. 69 – Gazzetta ufficiale 27 marzo 1997 n. 72

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Tecnico sanitario di laboratorio biomedico

Tecnico audiometrista

Tecnico audioprotesista

Tecnico ortopedico

Dietista

Tecnico di neurofisiopatologia

Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare

Igienista dentale

Fisioterapista

Logopedista

Podologo

Ortottista – assistente di oftalmologia

Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

Tecnico della riabilitazione psichiatrica

Terapista occupazionale

Educatore professionale

Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro